Winter Farmer Party

Winter Farmer Party

Festa dei giovani agricoltori
Domenica 24 Febbraio 2019

PROGRAMMA

  • 10.30 ARRIVO PARTECIPANTI
  • 11.00 APERITIVO
  • 12.00 MAI DIRE BANZAI GIOCHI AGRICOLI COOPERATIVI
  • 13.30 PRANZO con “SPIEDO E POLENTA”
  • 14.00 SPETTACOLO DI DANZA DEL VENTRE

€15,00 ALL INCLUSIVE / OMAGGIO PER TUTTI I PARTECIPANTI
Per partecipare è necessario prenotare entro il 15/02/2019. La festa si svolgerà presso la sede della Cooperativa Agricam – Via Bornate 1 – Montichiari (BS)

Per info e adesioni:
SERENA DOSSI 339/5304855
TOMMASO PUCCI 333/1766369
SONIA RUMI 335/7896281

Locandina >

Fiera Bovino da latte – Cremona

Fiera Bovino da latte – Cremona

DAL 24 AL 27 OTTOBRE 2018

TI ASPETTA CON:

PRESSO AREA ESTERNA SETTORE D

Il gruppo cresce! I partecipanti alla Cittadella della Cooperazione si presentano pronti e uniti per proporvi un carnet di servizi integrati per l’agricoltura. Tutte le cooperative si sono riunite sotto un unico futuristico stand per accogliere con tutti i loro tecnici, i soci e i clienti interessati alla vera Agricoltura. Diversi convegni si terranno nella mattinata e nel pomeriggio nell’area workshop interna allo stand dove collaboratori e veterinari saranno ad aspettarvi numerosi e come sempre sapremo accogliervi con un goloso RISTORO DI BENVENUTO e GADGET.

Corso di Excel

Corso di Excel

Vuoi lavorare velocemente ottenendo i migliori risultati?

Indaghiamo in queste poche righe se il Corso Excel Base è adatto a te. Cominciamo?

Vuoi analizzare dei dati con la funzione Subtotale? hai mai usato il Rimuovi Duplicati? La Formattazione Condizionale? Testo in Colonne? qual è l’ultima volta che hai creato un Grafi co Sparkline? Hai mai scritto una IF (Funzione Se)? Preferisci usare Indice e Confronta o Cerca Verticale? Se queste poche domande ti mettono in diffi coltà. Agli inizi non conoscevo queste funzioni Excel. Ti è mai capitato di perdere un sacco di tempo lavorando su Excel, per poi scoprire che esisteva la funzione che lo faceva in automatico? Con questo corso non ti capiterà più. Dopo questo corso lavorerai più velocemente, ottenendo risultati migliori, anche dal punto di vista grafi co, con meno sforzo, meno attenzione e meno errori.

Corso Base • 2 incontri da 4 h

• Calcoli con Excel: Esegui i calcoli sfruttando le funzioni di Excel correttamente
• Tasti Rapidi: Non perder tempo, usa i tasti di scelta rapida!
• Funzioni SE: Impara ad utilizzare tutte le Funzioni SE
• Formule Excel: Tutte le Formule più utili di Excel ora a portata del tuo mouse
• Grafi ci Excel: Come fare Grafi ci belli e rappresentativi in Excel
• Sicurezza e Protezione: Metti al sicuro i tuoi dati!
• Excel come Database: Utilizza Excel per archiviare ed elaborare i tuoi dati
• Stampa e Layout: Tutto sulla stampa e la Layout di pagina
• Altri formati fi le: Come Convertire e lavorare con altri formati

CORSO BASE (8 ore)
1° incontro 4 h: 14 NOVEMBRE 2018
2° incontro 4 h: 15 NOVEMBRE 2018
Minimo 8 partecipanti
a €100+IVA

Corso Avanzato • 2 incontri da 4 h

• Calcoli con Excel: Esegui i calcoli sfruttando le funzioni di Excel correttamente
• Grafi ci Avanzati: Misti, due Assi, a Range ecc ecc
• Tabelle Pivot: Tutto ma proprio tutto sui Pivot!!
• Gestione Documentale: Crea, genera, archivia Report, Tabelle e fi le!
• Analisi di Simulazione: ma cosa succederebbe se …
• Funzioni Avanzate: La bellezza di Excel
• VBA e Macro: Un nuovo oceano tutto da esplorare

CORSO AVANZATO (8 ore)
1° incontro 4 h: 26 NOVEMBRE 2018
2° incontro 4 h: 27 NOVEMBRE 2018
Minimo 5 partecipanti
a €150+IVA

Pacchetto completo: CORSO BASE + AVANZATO A €200 + IVA

SEDE DEL CORSO:
Comazoo scarl – Via Santellone 37, 25018 MONTICHIARI
Per informazioni o iscrizioni: 030/964961 – 333.1766369 oppure mail: info@cisintercoop.eu

Corso di public-speaking

Corso di public-speaking

SAPER NARRARE CON LA BELLEZZA DELLE PAROLE

Tutto è comunicazione / Non si può non comunicare
Il significato della comunicazione è nel responso che si ottiene!

Il timore di parlare in pubblico è uno dei disagi più diffusi: esprimere la propria idea o presentare dei progetti, relazioni, dibattiti crea in molti apprensione, imbarazzo e agitazione. Ma aff rontare il pubblico, amici o colleghi è una capacità che tutti noi abbiamo, basta applicare alcune regole ed esercitarsi. Farsi capire, convincere, avere l’attenzione dell’altro è quanto si vuole ottenere in una qualsiasi situazione comunicativa. Saper gestire le proprie emozioni e valorizzarle davanti ad un pubblico è un processo comunicativo molto delicato che ha alla base l’idea di scambio che sottintende tutti i tipi di comunicazione sana. Attraverso giochi di ruolo, il corso off re gli strumenti per comunicare con le parole, per creare immagini nella mente di chi ascolta, per provare a conquistarsi la magia di una platea attenta.

OBIETTIVI DEL CORSO Acquisire capacità nell’arte di parlare al pubblico, come del saper vedere e sentire con nuove parole, gesti e suoni del corpo. Sarà così che i nostri racconti saranno più veri, più ricchi, più signifi cativi. Sarà così, ancora, che chi ci ascolta lo farà con piacere perché avremo prodotto visioni nella sua mente ed emozioni nel suo cuore. Saper leggere e parlare davanti a un pubblico e condividere la meraviglia di tante pagine scritte. Acquisire la corretta tecnica per trasmettere ad un uditorio in modo gradevole ed effi cace un qualunque testo letto, un progetto di qualunque genere, un bilancio, una strategia aziendale presentato in maniera convincente.

CORSO DI PUBLIC SPEAKING 8 ORE
1° INCONTRO 4H: 19 NOVEMBRE 2018
2° INCONTRO 4H: 3 DICEMBRE 2018
Minimo 7 partecipanti
a 150€ + IVA

SEDE DEL CORSO:
Comazoo scarl
Via Santellone 37, 25018 MONTICHIARI
Per informazioni o iscrizioni:
030/964961 – 333.1766369 oppure
mail: info@cisintercoop.eu

Produrre latte in condizioni di mercato volatile

Produrre latte in condizioni di mercato volatile

di Sonia Rumi

Il filo conduttore della Serata Economica Cooga è stato la competitività economica degli allevamenti da latte, in un mercato europeo dove la volatilità del prezzo del latte e degli alimenti è diventato uno scenario consueto.

Cristian Rota, consulente dairy, esperto di economia e finanza, ha spiegato che il mercato del latte europeo nel corso degli ultimi 10-15 anni ha dovuto confrontarsi con un aumento della volatilità del prezzo del latte corrisposto agli allevatori. Il latte rappresenta la primaria fonte di ricavo e gli alimenti la maggiore voce di costo per la sua produzione. La differenza tra questi due termini definisce il Profitto Lordo ovvero gli IOFC. Con una estrema variabilità in seno a prezzo del latte ed al costo degli alimenti ne consegue che anche gli IOFC possono divenire estremamente volatili. Questa volatilità può essere una sfida per qualsiasi impresa, ma può nel contempo offrire anche delle opportunità. Mercati volatili presentano in sé eventi eccezionali e non prevedibili e caratterizzati da cicli di profitto a cui ne seguono altri di perdite. Saper gestire questi cicli è la chiave per avere successo nel lungo termine. La maggior parte dei produttori di latte operano di fatto in un mercato di commodities, e l’elemento fondamentale per poter competere in un tale mercato è quello di avere un basso costo di produzione. Un basso costo di produzione che tipicamente è raggiunto grazie alla diluizione dei costi fissi grazie e ad una maggiore produzione collocata poi sul mercato. Per un allevamento da latte ciò significa vendere la maggiore quantità di latte possibile in relazione alla dimensione delle proprie stalle ed alla disponibilità di terra. I costi di alimentazione sono di gran lunga la maggior voce di costo per gli allevatori da latte. Questi in genere rappresentato almeno il 50% dei costi totali. Il modo corretto per calcolare il costo alimentare è definire il valore degli alimenti consumati da vacche in latte e asciutte (non include le manze), diviso per i quintali di latte venduti in un dato periodo. Questo parametro è influenzato da molti fattori come costo degli alimenti, perdite di alimenti, scarti, infermeria, efficienza di conversione alimenti in latte, numero di vacche in asciutta e lunghezza dell’asciutta. Il limite di questo valore è che ignora il ricavo del latte, non permette di paragonarsi ad altri allevamenti e soprattutto non è utile nelle decisioni quotidiane. Si deve necessariamente utilizzare un tale software per monitorare il “Reddito al Netto dei Costi Alimentari” comunemente indicato con l’acronimo inglese di IOFC (Income Over Feed Cost), parametro calcolato prendendo giornalmente il ricavo medio dal latte per ogni gruppo presente in lattazione e sottraendo a questo il costo alimentare medio registrato in ogni gruppo. Questo è il margine che rimane necessario a pagare il resto delle fatture una volta che quelle per gli alimenti sono state coperte. Gli IOFC so no il parametro principe a cui riferirsi nella valutazione quotidiana di tutte le scelte che si fanno nella gestione dell’alimentazione delle vacche in lattazione. Gli IOFC combinati con l’indice di Efficienza Alimentare ci permettono di valutare realmente l’efficienza delle razioni fornite agli animali. Quando i margini si riducono per un prezzo del latte al ribasso si è tentati di eliminare ingredienti al fine di ridurre le spese connesse, ma è importante che nel fare ciò si valuti il valore del latte che si ottiene dai propri costi alimentari e che quindi ci si riferisca ad un parametro di margine (ricavi meno spese) piuttosto che guardare solo al lato delle spese.

DIECI (UNDICI) PUNTI CHIAVE PER UN BUON CONTO ECONOMICO
1. Tenere la stalla piena (ovvero massimizzare il latte venduto al giorno);
2. Tenere vacche fresche e vitelle in salute (ovvero
prevenire e cure i problemi sanitari);
3. Gestione effettiva dello stress termico;
4. Produrre/Acquistare foraggi di qualità;
5. Generare gravidanze (sia in vacche che manze);
6. Ottenere premi qualità;
7. Massimizzare gli IOFC;
8. Sostituire vacche non profittevoli;
9. Minimizzare i costi alimentari/100 kg latte;
10. Minimizzare il costo di Sostituzione/100 kg latte;
11. Controllore il costo del Lavoro/100 kg;
L’obiettivo è produrre latte a basso costo. C. R.

A che punto siamo

A che punto siamo

di Luca Fontanini

La sera del 18 aprile in Agricam si è tenuto il seminario sulla digitalizzazione in agricoltura “A che punto siamo”. Il bel tempo aveva creato qualche preoccupazione riguardo all’affluenza a causa del ritardo delle semine di quest’anno. Al contrario l’evento è stato un successo, con quasi 60 aziende partecipanti e persone che continuavano arrivare anche dopo l’orario di inizio del seminario. Tutto questo fa capire quanta attenzione meriti un tema come quello della digitalizzazione e l’agricoltura 4.0. Sottolineando ancora una volta quale sia la direzione che l’agricoltura sta prendendo negli ultimi anni. Un cambiamento, questo, che cambierà radicalmente il mondo delle aziende agricole che conosciamo oggi; partendo dall’ottimizzazione delle risorse impiegate, passando dal recupero e lo scambio di informazioni, arrivando alla comunicazione al consumatore. Altri tre importanti passaggi della serata sono stati la presentazione della nuova Sabatini 2018, il bando INAIL a fondo perduto per l’acquisto di trattori e attrezzature agricole, finendo con un’importante presentazione della nuova normativa cisterne e antincendio.

DIGITALIZZAZIONE IN AGRICOLTURA: A CHE PUNTO SIAMO? Gli ambiti di ricerca più interessanti che attualmente riguardano il settore agroalimentare coinvolgono la dematerializzazione delle procedure, la tracciabilità, l’agricoltura di precisione, l’Internet of things (big data, droni, etc.), la qualità alimentare e ambientale. Tra questi fattori il quarto è il più complesso, perché l’Internet of things abbraccia un settore davvero enorme e in continua evoluzione. Parliamo di una crescita talmente veloce in grado di rendere obsoleta una tecnologia nello stesso momento in cui viene applicata. In che modo è possibile gestire questa situazione? Come il sistema agroalimentare deve approcciare al processo di digitalizzazione che sta penetrando tutti i settori? Sebbene la risposta non sia affatto semplice, possiamo provare a comprendere le dimensioni del fenomeno.

LO STATO ATTUALE DELLA DIGITALIZZAZIONE IN ITALIA Fino ad oggi, nel settore agricolo, il fenomeno della digitalizzazione è stato approcciato in un modo del tutto particolare. Utilizzato per tutta la parte burocratica, andando così a snellire i processi. Ma è necessario un approccio più organico e complesso per sfruttare al massimo le potenzialità che la digitalizzazione può offrire: non dimentichiamo che i nuovi software sviluppati dall’ingegneria informatica permettono di arrivare a soluzioni di qualsiasi genere, si va dai semplici calcoli fino alle più accurate previsioni meteo. Oggi l’azienda agricola dipende sempre più dall’utilizzo dell’informatica. Secondo i dati Istat, il 98,2% delle PMI (al netto delle agricole) possiede almeno un pc e il 94,8% sfrutta una connessione internet (di questi solo un terzo può contare su una connessione con velocità superiori ai 10 mbts). Il Censimento generale dell’agricoltura dell’Istat evidenzia uno stallo del processo. Appena il 4% delle imprese agricole italiane risulta digitalizzata. Dato che muta fino all’1,3% al sud e al 2% nelle isole. Tra le aziende del settore solo l’1,2% naviga stabilmente su internet. Si tratta di percentuali davvero basse, condizionate sia dalla mancanza di skills tra i conduttori di azienda (dovute anche all’età media, sopra i 55 anni), ma anche dalla “povertà” delle infrastrutture digitali italiane, certamente accentuata nelle zone rurali. Nonostante i dati molto negativi, possiamo individuare delle nicchie in cui il processo di digitalizzazione risulta sempre più efficiente. Tra le aziende con produzioni biologiche (il 63% di queste sono al sud), gli indicatori sulla digitalizzazione si presentano in aumento. Secondo Bioreport (Mipaaf, Inea, Ismea e Sinab), il 15,6% delle aziende sono digitalizzate (rispetto al 4% nazionale), il 10,8 ha un sito internet (rispetto all’1,8% nazionale) e il 5,2% pratica e-commerce (rispetto allo 0,7 nazionale). Le ragioni? Forse sono da ricercarsi anche nell’età dei conduttori delle aziende, molti giovanissimi (under 40).

COME VENGONO UTILIZZATI GLI STRUMENTI DIGITALI? Una ricerca di Nomisma del 2016 su digitale e agricoltura mette in luce una trasformazione significativa del settore. Nonostante i dati istituzionali sulla (scarsa) diffusione delle tecnologie digitali, lo studio registra una notevole spinta alla digitalizzazione. Nomisma afferma che l’82,3% dei consulenti (agronomi, periti, etc.) usa quotidianamente internet per la propria attività, ma il dato scende al 61% per gli agricoltori. Tra gli agricoltori digitalmente alfabetizzati, il 95,6% consulta pagine web e banche dati online per la gestione dell’azienda agricola. Nello specifico, le principali ricerche riguardano aggiornamenti normativi e di settore (21,4%), informazioni su tecniche e trattamenti colturali (18,6%), bandi e altre opportunità di finanziamento (18,2%). Un ruolo sempre più importante, poi, è riservato alle app, strumenti identificati dal 19,9% di tecnici e periti come fondamentali per la loro professione. Seguono il gps applicato all’agricoltura di precisione (17%) e le centraline agro-meteo (15,7%). Interessante notare come i droni siano identificati come strumenti da implementare dal 15% dei consulenti, una percentuale decisamente più bassa del 43% degli agricoltori. I consulenti ritengono la tecnologia un alleato fondamentale per l’aumento delle proprie conoscenze professionali (42,6%), ma trovano che rappresenti anche uno strumento utile per una comunicazione più efficace con i clienti (14,4%) e le istituzioni (11,4%).

NUOVE FRONTIERE E NUOVE OPPORTUNITÀ Nonostante il cibo Made in Italy sia apprezzato in tutto il globo, è assolutamente necessario proporre il giusto mix di prodotti e creare strategie mirate, identificando con esattezza i mercati dove la digitalizzazione attecchisce meglio. I mercati asiatici e soprattutto la Cina sono sicuramente i più interessanti, perché è lì che il totale delle vendite alimentari online arriva al 43% del volume globale delle vendite food& beverage, per un valore totale di 16,5 miliardi. Inoltre, i consumatori risultano sempre più attenti alle origini e alle modalità di produzione di ciò che mangiano. Per ottenere tali informazioni, l’integrazione tra le app e i QR Code ha rappresentato un importante passo in avanti. Un esempio? I QR Code presenti sulle confezioni di pesche e carciofi che, attraverso speciali applicativi digitali, consentono di risalire all’appezzamento da cui ha origine il prodotto, conoscerne le caratteristiche e comprenderne il processo produttivo. Gli smartphone diventano per i consumatori, ma anche per produttori e consulenti, lo strumento più importante per reperire informazioni sul prodotto prima di procedere all’acquisto. A sottolinearlo, di recente, l’approfondimento “Think with Google”, da cui è emerso come il 69% di coloro che possiedono uno smartphone lo utilizzino per effettuare ricerche in caso di necessità durante l’acquisto di un prodotto. Per capire e avvicinarsi alla cultura della agricoltura 4.0 è fondamentale informarsi, per questo è importante cogliere le opportunità che danno i seminari proposti dalla vostre cooperative. Il consorzio Cis è aperto ad ogni tipo di proposta sulle tematiche di attualità da trattare a livello agricolo con esperti del settore; siamo disponibili per vostre richieste e ci vediamo al prossimo seminario!